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	<title>solotravel.it &#187; America del Sud</title>
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		<title>Idee per un capodanno dal ritmo latino</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 07:30:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[America del Sud]]></category>
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		<description><![CDATA[Il capodanno in Sudamerica rappresenta spesso un’occasione particolarmente ghiotta per passare in maniera radicalmente diversa queste festività, approfittando del clima dolce di questa parte del mondo per godersi ancora di più l’atmosfera e l’allegria tipica locale. Ecco di seguito quelle che sono le destinazioni più interessanti. Brasile Il capodanno in Brasile è uno dei più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/12/capodanno.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-8418" title="capodanno" src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/12/capodanno.gif" alt="" width="350" height="263" /></a>Il capodanno in Sudamerica rappresenta spesso un’occasione particolarmente ghiotta per passare in maniera radicalmente diversa queste festività, approfittando del clima dolce di questa parte del mondo per godersi ancora di più l’atmosfera e l’allegria tipica locale. Ecco di seguito quelle che sono le destinazioni più interessanti.</p>
<p><strong>Brasile</strong><br />
Il capodanno in Brasile è uno dei più famosi al mondo e la tradizione vuole che chiunque si trovi in spiaggia allo scoccare della mezzanotte, salti, una dietro l’altra, sette onde sul bagnasciuga. Altra tradizione è quella di vestirsi di bianco, simbolo di pace e di armonia. Alcuni scelgono invece di indossare il colore simbolo di quello che desiderano per l&#8217;anno successivo: il rosso per la forza e la passione, il giallo per i soldi e la prosperità, l’arancio per il successo, il blu per armonia e tranquillità, il verde, infine, per speranza, salute ed equilibrio. Se la cosa ha stimolato il vostro interesse, cominciate a dare un’occhiata ai <a href="http://www.skyscanner.it/voli-per/br/voli-economici-per-brasile.html">voli low cost Brasile</a>.</p>
<p><strong>Cuba</strong><br />
Approfittare dei <a href="http://www.skyscanner.it/voli-per/cu/voli-economici-per-cuba.html">voli per Cuba di Skyscanner</a> per trascorrere qui il capodanno, permette di godere anche di una vacanza balneare, con annesse invidiabili abbronzature da sfoggiare al ritorno. Trascorrere gli ultimi giorni dell’anno su quest’isola è molto emozionante dal momento che qui si fondono le festività religiose, il divertimento del 31 dicembre e la Festa della Rivoluzione Cubana del 1 gennaio. Nei ristoranti si potranno mangiare i piatti tipici cubani, innaffiati dall’ottimo rum locale, con il quale vengono preparati eccezionali Cuba Libre e Mojito, mentre nei locali si continuerà a bere e ballare fino all’alba, travolti dagli irresistibili ritmi latino-americani e dall’allegria della gente del posto, che ama ballare.</p>
<p><strong>Argentina</strong><br />
Il periodo di Natale e Capodanno rappresenta il momento migliore per <a href="http://www.topbanner.it/lr/lr.php?i=661"  onMouseover="window.status='External link'; return true" onMouseout="window.status=''" onclick="return alinks_click(this);" title="Viaggiare"  rel="external">viaggiare</a> in Argentina. L&#8217;estate australe consente peraltro di visitare la Patagonia fino al suo estremo Sud, nella Terra del Fuoco e al Ghiacciaio Perito Moreno. La capitale Buenos Aires è piena di locali dove si può assistere ad esibizioni di tango e dove passare serate all’insegna del fascino e dell’armonia.</p>
<p><strong>Venezuela</strong><br />
Questa nazione sudamericana si distingue per una notevole <a href="http://www.topbanner.it/lr/lr.php?i=799"  onMouseover="window.status='External link'; return true" onMouseout="window.status=''" onclick="return alinks_click(this);" title="bellezza"  rel="external">bellezza</a> e per i paesaggi contrastanti. La capitale Caracas può essere tuttavia abbastanza pericolosa la notte di S. Silvestro, visto che qualche anno fa, 157 persone sono rimaste uccise da proiettili vaganti sparati per festeggiare o per aggressioni.</p>
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		<title>Il Salar de Uyuni: lo specchio più grande del mondo, in Bolivia</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 06:03:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[America del Sud]]></category>
		<category><![CDATA[Bolivia]]></category>
		<category><![CDATA[salar]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Salar de Uyuni (anche noto come Salar de Tunupa), con i suoi 12.000 km² di estensione è la più vasta distesa salata del pianeta. Nato dal parziale prosciugamento di un enorme lago preistorico da cui sono nati due laghi e due deserti salati, è situato a un&#8217;altitudine di ben 3650 nelle ande meridionali della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/Salar_de_uyuni_con_cactus.gif"><img class="size-medium wp-image-7868 alignleft" title="Salar_de_uyuni_con_cactus" src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/Salar_de_uyuni_con_cactus-300x216.gif" alt="" width="300" height="216" /></a>Il <strong>Salar de Uyuni</strong> (anche noto come <strong>Salar de Tunupa</strong>), con i suoi 12.000 km² di estensione è la più vasta distesa salata del pianeta. Nato dal parziale prosciugamento di un enorme lago preistorico da cui sono nati due laghi e due deserti salati, è situato a un&#8217;altitudine di ben 3650 nelle ande meridionali della Bolivia ed è considerato una delle più stupefacenti meraviglie naturali del mondo.</p>
<p>Dopo la pioggia, quando il fondo salato è coperto di acqua diventa un enorme specchio. Il letto del lago è formato da ben 11 strati di sale, di spessore variabile dai 2 ai 10 metri. La crosta superficiale per esempio è profonda 10 metri, ma il sale si trova scavando fino a 120 metri. Questo significa che il lago contiene 10.000 milioni di tonnellate di sale, di cui circa 25.000 vengono estratte ogni anno. La distesa è anche un&#8217;enorme riserva di minerali come litio, potassio, magnesio e boro. Il metodo tradizionale di estrazione consiste nel formare dei mucchi di sale da cui l&#8217;acqua deve evaporare completamente prima che possa iniziare il trasporto. Alcune particolari costruzioni nei dintorni del lago sono costituite da blocchi di sale essiccato.</p>
<p>Nonostante le difficoltà per raggiungerlo (è possibile soltanto <a href="http://www.topbanner.it/lr/lr.php?i=661"  onMouseover="window.status='External link'; return true" onMouseout="window.status=''" onclick="return alinks_click(this);" title="Viaggiare"  rel="external">viaggiare</a> in moto o su speciali fuoristrada protetti dal sale), Il Salar de Uyuni costituisce un&#8217;importantissima attrazione turistica (a pagamento).</p>
<p>A questo punto, basta con le parole: lasciamo parlare le immagini.</p>
<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/Salar_de_uyuni_specchio.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-7869" title="Salar_de_uyuni_specchio" src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/Salar_de_uyuni_specchio.gif" alt="" width="500" height="374" /></a></p>
<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/Salar_de_uyuni_specchio_2.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-7870" title="Salar_de_uyuni_specchio_2" src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/Salar_de_uyuni_specchio_2.gif" alt="" width="500" height="331" /></a></p>
<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/Salar_de_uyuni_specchio_3.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-7871" title="Salar_de_uyuni_specchio_3" src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/Salar_de_uyuni_specchio_3.gif" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/Salar_de_uyuni_specchio_4.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-7872" title="Salar_de_uyuni_specchio_4" src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/Salar_de_uyuni_specchio_4.gif" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/Salar_de_uyuni_inverno.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-7873" title="Salar_de_uyuni_inverno" src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/Salar_de_uyuni_inverno.gif" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/Salar_de_uyuni_sale.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-7874" title="Salar_de_uyuni_sale" src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/Salar_de_uyuni_sale.gif" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/Salar_de_uyuni_sale_blocchi.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-7875" title="Salar_de_uyuni_sale_blocchi" src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/Salar_de_uyuni_sale_blocchi.gif" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/Salar_de_uyuni_sale_2.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-7876" title="Salar_de_uyuni_sale_2" src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/Salar_de_uyuni_sale_2.gif" alt="" width="500" height="377" /></a></p>
<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/Salar_de_uyuni_sale_blocchi_2.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-7877" title="Salar_de_uyuni_sale_blocchi_2" src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/Salar_de_uyuni_sale_blocchi_2.gif" alt="" width="500" height="376" /></a></p>
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		<title>Le attrattive dell&#8217;Isola di Pasqua: statue moai, ma anche immersioni e trekking</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 06:23:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[America del Sud]]></category>
		<category><![CDATA[Cile]]></category>
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		<description><![CDATA[Per gustare pienamente le meraviglie dell&#8217;Isola di Pasqua, anche nota con il nome indigeno di Rapa Nui, servono almeno cinque giorni. L&#8217;isola, persa nell&#8217;Oceano Pacifico meridionale a ben 3600 chilometri di distanza dalle coste del Cile e a 2000 chilometri dalle isole più vicine, le Pitcairn, si raggiunge con cinque ore di volo da Santiago [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/08/Moai_isola_di_pasqua.gif"><img src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/08/Moai_isola_di_pasqua.gif" alt="" title="Moai_isola_di_pasqua" width="500" height="342" class="alignnone size-full wp-image-7359" /></a><br />
Per gustare pienamente le meraviglie dell&#8217;<strong>Isola di Pasqua</strong>, anche nota con il nome indigeno di <strong>Rapa Nui</strong>, servono almeno cinque giorni. L&#8217;isola, persa nell&#8217;Oceano Pacifico meridionale a ben 3600 chilometri di distanza dalle coste del Cile e a 2000 chilometri dalle isole più vicine, le Pitcairn, si raggiunge con cinque ore di volo da Santiago del Cile &#8211; esclusivamente con la compagnia TAN Chile. Il periodo migliore per visitarla va da dicembre a febbraio. </p>
<p>La Isla de Pascua, come la chiamano i cileni, deve il suo nome al fatto di essere stata scoperta dal navigatore olandese Jakob Roggeveen proprio la domenica di Pasqua dell&#8217;anno 1722. Questo è un luogo così diverso da qualunque altro al mondo da sembrare inventato. Gli indigeni, i Rapa Nui, sono di ceppo polinesiano e parlano una varietà del dialetto maori che si parla sulle isole Cook. Niente a che fare con i sudamericani del Cile a cui oggi l&#8217;isola appartiene, dunque. Sbarcarono in questo arcipelago sperduto oltre mille anni fa e la colonizzarono in più fasi. Come tutti sanno, la storia dell&#8217;isola è indissolubilmente legate ai <em>moai</em>, i celebri enormi busti umani di roccia scolpita che popolano tutta l&#8217;isola. Furono lavorati ed eretti durante quasi quattro secoli, dal XIII al XVI e oggi ce ne sono ancora circa seicento, tutti lungo la costa, ma con il volto rivolto verso l&#8217;interno. Probabilmente le statue rappresentavano dei capi clan indigeni defunti, e secondo le credenze popolari la loro presenza avrebbero permesso di stabilire un contatto con il mondo dei morti. A un certo punto la scultura dei moai fu bruscamente tralasciata per ragioni ancora non ben chiarite. L&#8217;ipotesi più accreditata è che i vari clan avessero scatenato una gara per costruire moai sempre più imponenti. Questa competizioni portò a un processo irreversibile di disboscamento dell&#8217;isola. Infatti, una volta scolpiti, i moai erano trascinati su slitte di legno oppure fatti rotolare su tronchi fino alle piattaforme cerimoniali su cui venivano innalzati. Esauriti gli alberi sull&#8217;isola, sarebbe scoppiata la guerra civile e ogni tribù avrebbe iniziato a distruggere i moai degli altri. Un autoannientamento drammatico, insomma, paradossalmente dettato dalla volontà di autocelebrarsi. Poi arrivò la colonizzazione europea e l&#8217;annessione al Cile. Solo negli anni 50 del secolo scorso iniziarono le ricerche archeologiche e la riscoperta dell&#8217;antica civiltà.</p>
<p>La popolazione, che nel XVI e XVII secolo contava circa 15.000 persone alla fine del&#8217;800 era ridotta a poco più di cento individui, a causa di malattie, malnutrizione e razzie dei mercanti di schiavi peruviani. Oggi si stima che siano circa 4000 i Rapa Nui, cifra che include i locali e gli emigrati in Cile. Tuttora gli uomini dell&#8217;isola hanno lunghi capelli e una schiena tatuata con figure simili alle incisioni rupestri dell&#8217;isola. I rapporti tra indigeni e governo cileno non sono idilliaci, perché la popolazione locale rivendica da sempre l&#8217;indipendenza dal Cile. </p>
<p>Chiunque visiti l&#8217;isola sentirà parlare dell&#8217;antico rito del <em>Tangata manu</em> (Uomo uccello), una sorta di competizione sportivo-religiosa in cui nell&#8217;età dell&#8217;oro dei moai gli <em>hopu</em>, cioè gli uomini più prestanti dell&#8217;isola si riunivano per contendersi il titolo: dovevano scendere giù per il versante del vulcano, tuffarsi in mare, arrivare all&#8217;isoletta di Motu Nui, raccogliere un uovo di sterna e ritornare al villaggio con l&#8217;uovo integro. Il primo che tagliava il traguardo era nominato Uomo uccello per un anno e aveva il diritto di governare sull&#8217;isola come un dio e di avere le donne più belle. Sì, non vi sbagliate, è proprio la storia che sta alla base della trama del film <em>Rapa Nui</em> interpretato nel 1997 da Kevin Costner.</p>
<p>Non possiamo esaurire in questa paginetta tutti i capitoli della storia dell&#8217;isola, che è fatta anche di topi, cannibalismo e tavolette parlanti. Se volete potete approfittare il discorso leggendovi un testo recente come <em><a href="http://www.ibs.it/code/9788872736708/salvioni-giovanna/conoscere-l-isola-di-pasqua.html?shop=254" target="_blank">Conoscere l&#8217;Isola di Pasqua. Storie e segreti di Rapa Nui</a></em> di Giovanna Salvioni.</p>
<p>Quali sono i luoghi da visitare sull&#8217;isola di Pasqua?<br />
Sicuramente il più suggestivo è la cava di <strong><a href="http://www.solotravel.it/27112008/vulcano-rano-raraku-isola-di-pasqua-cile/">Rano Raraku</a></strong>, dove furono ricavate gran parte delle statue dell&#8217;isola. E qui giacciono ancora centinaia di sculture, lasciate incomplete, abbandonate nel momento in cui ebbe fine l&#8217;epoca dei moai. Particolarmente notevole è l&#8217;enorme testa ribattezzata El Gigante, alta ben 21 metri. Particolarissimo il moai Tukuturi, dalla figura inginocchiata e con la barba, unico nel suo genere.</p>
<p>Dalla cava di <strong>Puna Pau</strong> viene invece la pietra che era usata per il pukao rosso, una sorta di cresta che decorava molti moai e la testa dei capi clan.</p>
<p>Un altro importante sito archeologico è <strong>Ahu Tahai</strong>, uno dei più antichi dell&#8217;isola.</p>
<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/08/Veduta_da_orongo.gif"><img src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/08/Veduta_da_orongo.gif" alt="" title="Veduta_da_orongo" width="500" height="375" class="alignnone size-full wp-image-7360" /></a><br />
Sicuramente da non perdere una visita all&#8217;antico villaggio di <strong>Orongo</strong>, costruito sull&#8217;orlo del cratere del vulcano <strong>Rano Kau</strong>: qui sono state ritrovate un centinaio di incisioni rupestri, molte delle quali raffiguranti l&#8217;uomo uccello. Inoltre si gode di una vista meravigliosa sugli isolotti di Motu Iti, Moto Kao Kao e Motu Nui (nella foto qui sopra). Contemplare il calar del sole dietro il cratere del vulcano è qualcosa di indescrivibile.</p>
<p>Splendida anche la spiaggia bianca di <strong>Anakena</strong>, orlata da palme importate da Tahiti (nella foto qui sotto).<br />
<a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/08/Spiaggia_anakena_isola_di_pasqua.gif"><img src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/08/Spiaggia_anakena_isola_di_pasqua.gif" alt="" title="Spiaggia_anakena_isola_di_pasqua" width="500" height="113" class="alignnone size-full wp-image-7361" /></a></p>
<p>Dovunque sulle praterie e le colline dell&#8217;isola, migliaia di cavalli allo stato brado, non fanno che aggiungere fascino all&#8217;atmosfera dell&#8217;isola.</p>
<p><strong>Hanga Roa</strong> è l&#8217;unico centro abitato, con circa 3000 abitanti che costituiscono il 90% della popolazione totale. Praticamente un villaggio con una via commerciale, piena di negozi di souvenir dove ovviamente su ogni oggetto è presente l&#8217;immagine dei moai. Questo è il luogo dove bisogna informarsi se si vogliono fare immersioni subacquee. Quella del diving, insieme al trekking sulle varie cime da scalare è infatti la nuova attrattiva dell&#8217;isola di Pasqua come meta del turismo d&#8217;élite. I fondali, a circa un miglio dalla costa sono meravigliosi. Un&#8217;acqua limpida e piena di vita: pesci pappagallo, tonni giganti, coralli. Anche sul fondale si intravedono dei moai giganti, come se fosse impossibile separarsi dalla storia dell&#8217;isola anche in mare aperto.</p>
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		<title>La Patagonia cilena da nord a sud: le tappe più importanti</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Aug 2011 06:23:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Patagonia è stata giustamente definita da qualcuno come il mondo alla fine del mondo. In effetti è la terra degli estremi, un territorio a bassissimo &#8220;impatto umano&#8221;, dove le foreste del nord lasciano spazio a sconfinate e desolate praterie e a una luce inondante, per poi arrivare alle montagne e ai ghiacciai, fino al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/07/patagonia_cilena1.gif"><img src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/07/patagonia_cilena1.gif" alt="" title="patagonia_cilena" width="235" height="298" class="alignleft size-full wp-image-7321" /></a>La Patagonia è stata giustamente definita da qualcuno come <em>il mondo alla fine del mondo</em>. In effetti è la terra degli estremi, un territorio a bassissimo &#8220;impatto umano&#8221;, dove le foreste del nord lasciano spazio a sconfinate e desolate praterie e a una luce inondante, per poi arrivare alle montagne e ai ghiacciai, fino al punto dove si scontrano gli oceani Atlantico e Pacifico e, passando oltre, si sbarca nella Terra del Fuoco. Ma la Patagonia è una regione dal fascino indescrivibile, con paesaggi che innescano emozioni veramente forti. Una leggenda dice che chi assaggia i frutti violacei del tipico cespuglio spinoso chiamato <em>calafate</em> resta stregato dalla Patagonia e vi farà sempre ritorno. Forse è proprio così. C&#8217;è una Patagonia argentina e una cilena. Conviene prenderne una alla volta. Oggi vi portiamo nella striscia lunga e stretta che appartiene al Cile, viaggeremo inizialmente lungo il percorso della Carretera Austral (1000 km da Puerto Montt a Villa O&#8217;Higgins). Poi proseguiremo ancora verso sud, fin nella Terra del Fuoco e a Capo Horn, che si trova anch&#8217;esso nelle acque territoriali del Cile. Ecco le principali tappe:</p>
<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/08/Puerto_montt.gif"><img src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/08/Puerto_montt.gif" alt="" title="Puerto_montt" width="500" height="328" class="alignnone size-full wp-image-7330" /></a><br />
<strong>Puerto Montt</strong> (nella foto qui sopra): situata più o meno all&#8217;altezza della famosa stazione montana argentina di Bariloche, è la città di partenza per molte escursioni: a nord di essa si trova una pittoresca regione di laghi e vulcani, ma &#8211; soprattutto &#8211; dal suo porto partono navi per crociere dirette a Puerto Natales, Laguna San Rafael o fino alla Terra del Fuoco. Noi comunque prenderemo la Carretera Austral che inizia proprio da qui e ci dirigeremo verso sud.</p>
<p><strong>Parque Pumalin</strong>: un&#8217;area protetta di 300.000 ettari acquistata da un ambientalista e filantropo statunitense per proteggerla dagli attacchi distruttivi della società civilizzata. Il periodo migliore per visitare il parco va da dicembre a marzo: una rete di sentieri porta nel cuore delle foreste; ma sono bellissime anche le escursioni in barca, tra fiordi e leoni marini. Oppure le gite nell&#8217;interno del territorio tra profonde valli e vulcani. </p>
<p>Non lontano da <strong>Chaitén</strong>, capoluogo della provincia di Palena, si trova <strong>Puerto Cardenas</strong>, nelle cui vicinanze si incontra il <strong>Fiume Futaleufu</strong>, le cui rapide sono state definite da qualcuno come le più adrenaliche del mondo. Ma qui non soltanto gli appassionati di rafting troveranno pane per i loro denti, poiché vi sono anche ottimi percorsi di trekking e mountain bike.</p>
<p><strong>Coyhaique</strong> è la città-cuore della Patagonia cilena, con una società sempre in bilico tra la conservazione di questo ambiente prezioso e le tentazioni del progresso e della speculazione. La vita sociale della cittadina si svolge principalmente nel Café Ricer, vero e proprio ritrovo degli intellettuali che hanno scelto di vivere in Patagonia. Da qui si può tornare un po&#8217; a nord alle <strong>terme di Puyuhuapi</strong>, che sfruttano le acque calde di questa terra vulcanica. Le montagne nevose dei dintorni non hanno tutte la forma di cono e non tutte sono antichi vulcani, ma sono identiche per il fatto di essere coperte da foresta pluviale con molti pantani e canneti. Più a sud la vegetazione della Patagonia si apre su spazi aperti, molti dei quali in verità creati dai coloni bruciando la selva per creare pascoli e terreni agricoli.</p>
<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/08/Lago_general_carrera.gif"><img src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/08/Lago_general_carrera.gif" alt="" title="Lago_general_carrera" width="500" height="338" class="alignnone size-full wp-image-7331" /></a><br />
<strong>Puerto Rio Tranquillo</strong> si trova sulle sponde del <strong>Lago General Carrera</strong> (nella foto qui sotto), che ha acque così azzurre e baie di un verde smeraldo tale da sembrare paesaggi di mare. Il lago &#8211; veramente incantevole &#8211; è per metà argentino e per metà cileno. Dopo il Titicaca è il secondo per estensione del Sudamerica. Tra i villaggi costieri da visitare, <strong>Puerto Ingeniero Ibañez</strong> (per acquistare vasi di ceramica e cuoio) e <strong>Puerto Guadal</strong>, dove ci si potrà cimentare in un passatempo classico per la Patagonia: la pesca con la mosca. </p>
<p>All&#8217;altezza del Lago General Carrera, ma sulla costa del Pacifico, si trova il <strong>Parco Nazionale Laguna San Rafael</strong>, incentrato sul meraviglioso ghiacciaio San Rafael, una parete alta una cinquantina di metri da cui si staccano, scricchiolando, grandi iceberg. Purtroppo il ghiacciaio si sta sciogliendo rapidamente e potrebbe presto scomparire.</p>
<p>Sempre sulla costa del Pacifico, percorrendo una strada battuta che devia dalla Carretera, arriviamo a <strong>Caleta Tortel</strong>, un villaggio che fino al 2003 era raggiungibile solo via mare, navigando le rapide del Rio Baker. Qui ci si muove su passerelle di legno e le case sono costruite su palafitte. Intorno, montagne innevate, fiordi e lo splendido paesaggio acquatico della foce del fiume. Quando si è nelle vicinanze si può fare una deviazione per ammirare il massiccio del <strong>Fundo San Lorenzo</strong> alto ben 3706 metri.</p>
<p>E così arriviamo a <strong>Villa O&#8217;Higgins</strong>, dove  finisce la Carretera Austral, da cui si ammira il panorama sul <strong>Lago O&#8217;Higgins</strong>, il più tempestoso dei laghi patagonici. </p>
<p>Proseguiamo per <strong>Puerto Edén</strong>, un luogo isolato, un tempo frequentato dagli <em>indios canoeros</em>, ovvero i nomadi Kaweshkar che divennero stanziali con l&#8217;arrivo dei primi coloni e si abituarono presto alle comodità portate dall&#8217;uomo bianco, tra cui l&#8217;alcol. Con le sovvenzioni statali iniziò la loro lenta agonia e praticamente la loro estinzione. Qui ci troviamo molto vicini a montagne bellissime, ma molto impegnative per gli alpinisti: il <strong>Fitz Roy</strong> (3405 metri) e il <strong>Cerro Torre</strong> (3102 metri), entrambe in territorio argentino.</p>
<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/08/Parco_torres_del_paine.gif"><img src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/08/Parco_torres_del_paine.gif" alt="" title="Parco_torres_del_paine" width="500" height="335" class="alignnone size-full wp-image-7325" /></a><br />
All&#8217;altezza della città argentina di El Calafate siamo ormai nel cuore <strong>Campo de Hielo Patagónico Sur</strong>, l&#8217;enorme distesa di ghiaccio continentale a cavallo tra Cile e Argentina che sbocca sul mare con stupendi ghiacciai (purtroppo tutti a rischio di scioglimento per via del riscaldamento globale), tra cui il famoso <a href="http://www.solotravel.it/19032008/il-ghiacciaio-perito-moreno-in-patagonia-argentina/" target="_blank"><strong>Perito Moreno</strong></a>, in territorio argentino. In Cile la principale attrattiva della zona è costituita dal <strong>Parco Nazionale Torres del Paine</strong>, che costituisce è la meta più classica del turismo nella Patagonia cilena. Prende il nome dalle sue tre &#8220;torres&#8221;, le aguzze cime (nella foto qui sopra) che costituiscono il vero emblema del parco, e &#8211; per estensione &#8211; di tutta la regione cilena. Il termine <em>paine</em> significa invece &#8220;azzurro&#8221; nella lingua Tehuelche. Il Parco nazionale di Torres del Paine contiene al suo interno alcune delle vette più belle di tutto il Sudamerica, ma anche splendide cascate, laghi, valli, ghiacciai e sentieri attrezzati.</p>
<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/08/Ultima_esperanza.gif"><img src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/08/Ultima_esperanza.gif" alt="" title="Ultima_esperanza" width="500" height="250" class="alignnone size-full wp-image-7332" /></a><br />
Giungiamo quindi nella provincia di Ultima Esperanza, la cui capitale è <strong>Puerto Natales</strong>. Una zona di grandi tenute, chiamate <em>estancias</em>. Nei pressi di Puerto Natales si estendono la lunga catena montuosa di <strong>Sierra Baguales</strong>, già in territorio argentino, il nome cui nome è dovuto ai cavalli bradi (baguales) che qui vivono. Questi altipiani rocciosi sono un luogo ideale per cavalcare. Spettacolare il <strong>Fiordo Ultima Esperanza</strong>, che conduce fino ai ghiacciai <strong>Sarrano</strong> e <strong>Balmaceda</strong>. Da non perdere anche <strong>Puerto Pratt</strong>, un piccolo insediamento lontano da tutto e da tutti proprio sulle coste del fiordo di Ultima Esperanza.</p>
<p>Raggiungiamo poi <strong>Punta Arenas</strong>, che fu un porto fiorente fino a quando le navi erano obbligate a transitare pericolosamente per lo stretto di Magellano, ovvero prima dell&#8217;apertura del canale di Panama. Il passato si legge nei palazzi spagnoleggianti che raccontano le antiche ricchezze e rendono assai palpabile la decadenza storica.</p>
<p>Partendo da Punta Arenas si può visitare in giornata il <strong>Parco Nazionale dell&#8217;Isla Magdalena</strong>, un&#8217;isola non più grande di un chilometro quadrato che raccoglie una colonia di ben 120.000 pinguini di Magellano. Uno spettacolo unico nel suo genere, che si può ammirare da ottobre fino a marzo.<br />
<a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/08/Isla_magdalena.gif"><img src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/08/Isla_magdalena.gif" alt="" title="Isla_magdalena" width="500" height="281" class="alignnone size-full wp-image-7328" /></a></p>
<p>Volando con un Piper sopra le acque color grigio acciaio di quel braccio di mare che è lo <strong>stretto di Magellano</strong> e raggiungere la <strong>Terra del Fuoco</strong> è un&#8217;esperienza indimenticabile. Si vedono paesi di pescatori, villaggi abbandonati con una storia tragica alle spalle, come Puerto del Hambre, centinaia di relitti di imbarcazioni vittime di tempeste, ma anche insediamenti di migliaia di pinguini, colonie di leoni marini e schiere di delfini che nuotano in perfetto ordine. </p>
<p>E&#8217; in territorio argentino le città di <strong>Ushuaia</strong>, mentre è cilena <strong>Puerto Williams</strong>, la città più meridionale del mondo. </p>
<p>Da qui si raggiunge finalmente <strong>Capo Horn</strong> (in castigliano Cabo de Hornos, nella foto qui sotto), che per i marinai rappresenta una vera conquista, l&#8217;Everest del mare. Noi ci siamo arrivati via terra, ma per chi naviga doppiarlo significa entrare a far parte di un circolo molto ristretto di persone, i cap-hornier.<br />
<a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/08/Capo_horn.gif"><img src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/08/Capo_horn.gif" alt="" title="Capo_horn" width="500" height="334" class="alignnone size-full wp-image-7327" /></a></p>
<p>Siamo giunti alla meta. Un viaggio in Patagonia tradizionalmente richiede parecchio spirito di adattamento e la consapevolezza che il pericolo fa parte del viaggio. Qualcuno ha detto che l&#8217;avventura inizia dove il turismo finisce e questo è sicuramente vero per questi territori. Ma ultimamente è previsto anche il lusso dei nuovi hotel di design (ce ne sono nel Parco di Torres del Paine, sul fiordo di Ultima Esperanza e a Puerto Natales) e delle crociere su navi assai confortevoli. </p>
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		<title>Santuario di Nuestra Señora de Las Lajas, Ipiales (Colombia)</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jul 2011 06:55:30 +0000</pubDate>
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		<title>Arbol de piedra &#8211; Bolivia</title>
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		<pubDate>Fri, 20 May 2011 08:49:58 +0000</pubDate>
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		<title>Ecoturismo nel Pantanal, zona umida tra Brasile, Bolivia a Paraguay</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Feb 2011 07:22:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ci sono degli ecosistemi eccezionali a rischio di scomparsa per via di pratiche agricole o industriali scellerate. Zone che, paradossalmente, potrebbero essere aiutate da un turismo cauto e attento all&#8217;ambiente, capace di portare nell&#8217;area in questione quelle risorse economiche che le basterebbero per tutelare la conservazione dell&#8217;ecosistema nella forma attuale. Insomma, un turismo a basso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/02/Pantanal_Conservation_Area.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-6180" title="Pantanal_Conservation_Area" src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/02/Pantanal_Conservation_Area.gif" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Ci sono degli ecosistemi eccezionali a rischio di scomparsa per via di pratiche agricole o industriali scellerate. Zone che, paradossalmente, potrebbero essere <em>aiutate </em>da un turismo cauto e attento all&#8217;ambiente, capace di portare nell&#8217;area in questione quelle risorse economiche che le basterebbero per tutelare la conservazione dell&#8217;ecosistema nella forma attuale. Insomma, un turismo a basso impatto ambientale che fornirebbe ai locali un&#8217;attività economica sostenibile e alternativa all&#8217;agricoltura.</p>
<p>E&#8217; il caso del <strong>Pantanal</strong>, la più vasta pianura alluvionale del mondo, che si trova in al confine tra Brasile meridionale (negli stati del Mato Grosso e del Mato Grosso do Sul), Bolivia e Paraguay. Il Pantanal è un &#8220;zona umida&#8221; (infatti il suo nome deriva dal portoghese <em>pântano</em>, &#8220;palude&#8221;). Un&#8217;area di natura selvaggia con flora e fauna straordinarie. Qui si trovano almeno 650 specie di uccelli e 200 specie tra pesci (tra cui i piranha rossi), rettili (specie i caimani), anfibi e insetti. E ci sono anche formichieri, giaguari e ocelot. Al mattino di buon ora è tutto un risuonare di gorgheggi, fischi e ululati: un coro straordinario di tucani, pappagalli, ara macao, cicogne maguari, aquile arpie.</p>
<p>Soltanto l&#8217;1% del territorio di questo ecosistema è occupato da un Parco Nazionale brasiliano e quindi è in qualche modo protetto. Dal 2000 alcune parti del Pantanal sono state inserite nell&#8217;elenco delle riserve della biosfera e in quello dei Patrimoni dell&#8217;umanità dell&#8217;UNESCO, ma il riconoscimento non implica obblighi sanzionabili. In pratica, la quasi totalità della regione appartiene ai privati, che non si fanno troppo scrupolo a deforestare per lasciare spazio alle coltivazioni di soia, ai pascoli per l&#8217;allevamento, alla caccia illegale ai pappagalli e agli animali da pelliccia. L&#8217;agricoltura, con l&#8217;utilizzo di pesticidi, rischia di trasformare il territorio in una savana morta. E il disboscamento non farà che alterare il ciclo di esondazioni del Pantanal, con fiumi, stagni e paludi che rimarranno asciutti tutto l&#8217;anno, trasformando la straordinaria regione in una pianura sterile.</p>
<p>Per questo, favorire l&#8217;ecoturismo potrebbe portare introiti da investire oculatamente come fondi per la salvaguardia dell&#8217;ambiente e degli animali e la soluzione è caldeggiata dagli ambientalisti.</p>
<p>La stagione migliore per visitare il Pantanal va da aprile a luglio, quando il clima è più mite e la natura più verde. Nel resto dell&#8217;anno scendono copiose le piogge e l&#8217;80% del territorio viene sommerso dalle acque. Chi visitasse il Brasile, potrebbe pensare seriamente a un ecotour di almeno due giorni a cavallo con l&#8217;operatore <a href="http://www.pantanalexplorer.com.br/">Pantanal Explorer</a>.</p>
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		<title>Cartagena: la città più pittoresca della Colombia</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Jan 2011 07:14:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/01/Cartagena.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-5800" title="Cartagena" src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/01/Cartagena.gif" alt="" width="500" height="417" /></a><strong> </strong></p>
<p><strong>Cartagena de Indias</strong> non è la città più popolosa della Colombia, ma sicuramente la più affascinante e amata dai turisti. Situata nel nord del paese, occupa una penisola affacciata su una baia del Mar dei Caraibi costellata di isole e ha alle sue spalle lagune-acquitrini orlati di mangrovie. Gode di un clima tropicale caldo e umido praticamente ogni giorno dell&#8217;anno: di giorno il sole è davvero feroce, mentre verso sera arrivano gli alisei a rinfrescare un po&#8217;. Ma ciò non impedisce che l&#8217;atmosfera della città sia fortemente illanguidita dal clima. Aggiungete una sontuosa architettura coloniale dai colori caldi, case a stucchi dipinti, cancellate, balconi di legno, cortili piastrellati, fontane, bougainvillee e palme e ottenete come risultato il paradigma dell&#8217;atmosfera coloniale decadente, quella perfettamente descritta da Gabriel García Márquez per esempio ne <em>Dell&#8217;<a href="http://www.topbanner.it/lr/lr.php?i=402"  onMouseover="window.status='External link'; return true" onMouseout="window.status=''" onclick="return alinks_click(this);" title="amore"  rel="external">amore</a> e di altri demoni</em>.</p>
<p>La storia della città inizia con la fondazione da parte degli spagnoli nel 1533 e la rapidissima ascesa dovuta all&#8217;importanza strategica del suo porto, da cui partivano i metalli, le perle e le pietre preziose trafugate agli Incas. Nel primo secolo di dominazione spagnola Cartagena iniziò a riempirsi degli imponenti edifici dell&#8217;amministrazione coloniale, di cattedrali, chiese e conventi. Per difenderla meglio dai frequenti attacchi dei pirati gli spagnoli costruirono il Castillo de San Felipe, la più grande fortezza delle Americhe, con un cantiere che rimase aperto per duecento anni e nel quale lavorarono più di 80.000 schiavi.</p>
<p>Anche durante gli anni più duri della recente storia della Colombia, quella della lotta ai narcotrafficanti, Cartagena è sempre rimasta un&#8217;oasi felice, tranquillo rifugio dell&#8217;alta borghesia. Ma è soprattutto negli ultimi decenni che i turisti di tutto il mondo l&#8217;hanno scoperta: nel 1984, infatti, il centro storico di Cartagena (<em>la Ciudad amurallada</em>) è stato annoverato dall&#8217;UNESCO tra i patrimoni dell&#8217;umanità. Circondato dalle poderose <strong>mura del Castillo de San Felipe</strong> di cui parlavamo sopra, la città vecchia è suddivisa in tre quartieri:</p>
<p>* il Centro, nel quale sono concentrati palazzi nobili, musei, piazze e chiese. In particolare, <strong>Plaza de Bolivar</strong> è proprio il cuore della città vecchia. E non a caso è circondata dagli edifici importanti: la <strong>cattedrale </strong>(del XVI secolo), il <strong>Palazzo dell&#8217;Inquisizione</strong>, il <strong>Museo dell&#8217;Oro</strong>, il <strong>Palazzo della Banca centrale</strong>. Poco lontano si trovano la <strong>chiesa</strong> e il <strong>convento di San Pedro Claver</strong>, un frate spagnolo che nel Seicento convertì ben 150.000 schiavi. La facciata della chiesa è molto sobria, in pietra e corallo, la cupola è tinta di giallo.</p>
<p>* il quartiere San Diego, abitato da commercianti e alti ufficiali;</p>
<p>* il quartiere Getsemani, da secoli popolato da ebrei, musulmani, neri e indiani, molti dei quali orefici, argentieri e sottufficiali dell&#8217;esercito.</p>
<p>La gente è tanta e piena di vita: c&#8217;è chi si rinfresca alle fontane, chi si rilassa sulle panchine sotto le palme. Le piazze pullulano di venditori ambulanti, lustrascarpe e simpatici mototaxi per far fare il giro della città ai turisti. Le strade del centro storico sono strettissime, come pure i marciapiedi. Gli edifici incombono sui passanti con le finestre protette da griglie di legno. A ogni casa si accede da un portone di legno decorato con borchie di bronzo: maggiore è il numero delle borchie, maggiore è l&#8217;opulenza della famiglia.</p>
<p>Le spiagge di Cartagena sono ruvide e nerastre, con un mare troppo violento e traditore per potersene fidare. Per questo i visitatori vanno più volentieri alle <strong>Isole del Rosario</strong>, a poco più di un&#8217;ora di barca dalla città. Sono poco meno di una trentina, molte di esse semideserte: un capanno, un porticciolo niente di più. Anche sulla maggiore, la <strong>Isla Grande</strong>, non ci sono né strade né auto. Solo 800 abitanti che vivono di pesca e turismo. L&#8217;isola è arida e rocciosa, perché di origine corallina. L&#8217;acqua è azzurra e trasparente, la costa è ombreggiata da alberi della gomma e majagua, ma le spiagge sono deserte. Perfette per lèggere, sdraiati sotto un ombrellone di foglie, tranquilli come non mai, un bel libro di García Márquez.</p>
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		<title>La cattedrale di Brasilia</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Sep 2010 14:56:25 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2010/09/Brasilia_cattedrale.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-4708" title="Brasilia_cattedrale" src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2010/09/Brasilia_cattedrale.gif" alt="" width="500" height="311" /></a></p>
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		<title>La piscina più grande del mondo? A San Alfonso del Mar, in Cile</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 05:54:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[san alfonso del mar]]></category>

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		<description><![CDATA[Ha meritato l&#8217;inclusione nel Guinness Book of Records e infatti questa piscina è ufficialmente la più ampia del mondo, si trova nella località turistica di San Alfonso del Mar, situata nella città di Algarrobo, circa 90 kilometri a nord di Santiago del Cile. Un bacino artificiale lungo 1013 metri, con un volume d&#8217;acqua equivalente a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2010/08/San_Alfonso_del_mar.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-4491" title="San_Alfonso_del_mar" src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2010/08/San_Alfonso_del_mar.gif" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>Ha meritato l&#8217;inclusione nel <em>Guinness Book of Records</em> e infatti questa piscina è ufficialmente la più ampia del mondo, si trova nella località turistica di <strong><a href="http://www.sanalfonso.cl/ingles/main.html">San Alfonso del Mar</a></strong>, situata nella città di Algarrobo, circa 90 kilometri a nord di Santiago del Cile.</p>
<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2010/08/San_Alfonso_del_mar2.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-4493" title="San_Alfonso_del_mar2" src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2010/08/San_Alfonso_del_mar2.gif" alt="" width="500" height="334" /></a></p>
<p>Un bacino artificiale lungo 1013 metri, con un volume d&#8217;acqua equivalente a quello di 6000 piscine olimpiche, che copre una superficie di 8 ettari, praticamente un&#8217;area pari alla somma della superficie di dieci campi di calcio.</p>
<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2010/08/San_Alfonso_del_mar3.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-4494" title="San_Alfonso_del_mar3" src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2010/08/San_Alfonso_del_mar3.gif" alt="" width="500" height="335" /></a></p>
<p>Per nuotare da un bordo all&#8217;altro della piscina è necessario essere bravi nuotatori, in ottima condizione fisica e costantemente allenati! Infatti i più pigri, o meno atletici, utilizzano delle barchette per spostarsi da un punto all&#8217;altro.</p>
<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2010/08/San_Alfonso_del_mar6.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-4497" title="San_Alfonso_del_mar6" src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2010/08/San_Alfonso_del_mar6.gif" alt="" width="500" height="335" /></a></p>
<p>L&#8217;acqua per riempire l&#8217;enorme piscina proviene dall&#8217;oceano prospiciente, ed è salata: viene pompata e filtrata prima di essere immessa nella piscina. Di fatto, uno dei <a href="http://www.topbanner.it/lr/lr.php?i=1036"  onMouseover="window.status='External link'; return true" onMouseout="window.status=''" onclick="return alinks_click(this);" title="Motivi"  rel="external">motivi</a> per cui fu costruita la piscina fu proprio la pessima qualità dell&#8217;acqua in questo tratto della costa cilena.</p>
<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2010/08/San_Alfonso_del_mar5.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-4496" title="San_Alfonso_del_mar5" src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2010/08/San_Alfonso_del_mar5.gif" alt="" width="500" height="334" /></a></p>
<p>Nell&#8217;enorme complesso acquatico esiste anche un bacino più piccolo, che contiene &#8216;solo&#8217; 250.000 metri cubi d&#8217;acqua, ideale per i bambini.</p>
<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2010/08/San_Alfonso_del_mar4.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-4495" title="San_Alfonso_del_mar4" src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2010/08/San_Alfonso_del_mar4.gif" alt="" width="500" height="335" /></a></p>
<p>La piscina di San Alfonso del Mar è orlata da spiagge di sabbia (anche private). Il centro turistico, oltre alla piscina, include appartamenti di ogni dimensione, ristoranti, sale conferenze, cinema, pub, un anfiteatro all’aperto, campi sportivi (calcio, tennis, pallavolo..), una discoteca e un acquario oceanico; le attività per distrarre i turisti non mancano.</p>
<p>Che cosa ne dite di questo progetto faraonico? Geniale o troppo artificiale?</p>
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