Non capita tutti i giorni l’opportunità di vedere gli animali liberi nel loro habitat. Anche se non si tratta di un “safari”, una visita al Centro di Riabilitazione degli Orangutan Sepilok è di rigore per chiunque si rechi nel Borneo malese, si tratta di una struttura davvero unica nel suo genere.
Sepilok è una specie di casa, un luogo in cui vengono curati gli orangutan adulti quando sono feriti o catturati, dove i piccoli vengono nutriti e viene loro insegnato a provvedere a sé stessi finché non sono pronti per essere liberati nella foresta pluviale circostante. Viene loro mostrato come procurarsi il cibo, arrampicarsi, riconoscere i pericoli e i nemici. Quando gli orangutan sono giudicati in grado di sopravvivere liberi, vengono rilasciati. Inizialmente tornano da soli due volte al giorno per mangiare latte e banane, poi il contatto con gli uomini si allenta sempre più e alla fine decidono da sé che la vita in libertà li attira di più della dieta ripetitiva del centro e spariscono nella riserva forestale circostante.
Lo scopo di Sepilok è solo quello di dare asilo e protezione agli orangutan, ma è soprattutto quello di ricondurre gli animali nelle aree più interne della foresta. Gli orangutan sono creature di indole solitaria e hanno bisogno di territori estesi, che hanno sempre più difficoltà a trovare a causa della deforestazione e dello sfruttamento del territorio.
L’osservazione di queste scimmie (soprattutto dei cuccioli) che lentamente afferrano i rami e le liane e si dondolano prudentemente in direzione della piattaforma dove vengono a mangiare è un’esperienza singolare. Sono dispettosi e simpatici, li vedete arrivare proprio come immaginereste dopo aver visto i film di Tarzan.
Gli esemplari adulti, in genere, tornano solo occasionalmente, mentre molte femmine, che in passato avevano vissuto a Sepilok, tornano qui dalla foresta prima di partorire.
L’orangutan, che si trova solo nel Borneo e a Sumatra, è una scimmia rossa, grande e gentile, una creatura mite con la caratteristica abitudine di costruirsi ogni sera un nido di rami di un albero della foresta prima di andare a dormire. In via di estinzione soprattutto per la distruzione del suo ambiente, l’orangutan ha una possibilità di sopravvivenza in luoghi come Sepilok e tutti dovrebbero cogliere l’occasione di incontrare l’”uomo della foresta”, secondo la traduzione dal malese, e basta vederli da vicino per capirne il motivo.
Sebbene tra i primati l’orangutan sia il nostro parente più lontano, il suo temperamento tranquillo e bonario ci ricorda qualcosa di noi e suscita un’innegabile simpatia. Per non parlare dei “sorrisi”, il modo di camminare cui manca solo qualche passaggio evolutivo per diventare eretto, il pollice opponibile, l’incredibile intelligenza.
Sepilok è anche un’occasione per vedere un pezzetto di foresta pluviale. Preparatevi a un po’ di trekking con un’umidità del 90%, dove le piante sono così rigogliose e fitte che i raggi del sole penetrano a fatica. Durante la passeggiata sentirete le voci degli orangutan, ma non si avvicineranno finché non arriverà il momento del pasto. Solo allora, quando gli addetti inizieranno a portare le banane, le teste inizieranno a fare capolino dai rami e li vedrete arrivare dall’alto e, una volta sulla piattaforma, spostarsi a quattro o a due zampe con un passo un po’ dinoccolato.
Chissà se intenerisce più il fatto che somigliano così tanto all’uomo o che hanno bisogno del nostro aiuto per ritrovare lo stile di vita di cui proprio l’uomo li ha privati?
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dicembre 13th, 2009 at 8:58 am
Veramente un bell’articolo! Gli orangutan sono stupendi, proprio ieri guardavo un video di alcuni cuccioli, assomigliano veramente tanto a noi. Se mai andrò nel Borneo ci farò sicuramente una capatina
dicembre 15th, 2009 at 10:42 am
Grazie Enrico! Ci sono stata ed è stato davvero incredibile! In fondo non ci vuole niente a “capitare” da quelle parti, no?
Ciao
Tiziana