
Il nome Zanzibar indica un arcipelago situato nell’Oceano Indiano, molto vicino alla costa della Tanzania (stato della quale l’arcipelago fa parte) ma anche, in senso estensivo, l’isola principale (detta anche Unguja) e la capitale (chiamata in realtà Stone Town). Le altre isole principali dell’arcipelago si chiamano Pemba, Prison Island, Bawe, Chapwani, Chumbe, Mnemba e Misali.
Il periodo estivo è il migliore per visitare sia Zanzibar sia la vicina Tanzania, perché il caldo è meno intenso. Vedrete che sarà difficile non innamorarsi di quest´isola e dei suoi abitanti, così ospitali e simpatici. Ho diversi amici che non si sono accontentati di una sola vacanza qui, ma hanno voluto tornare per partecipare all’ennesimo safari blu e provare ancora grandi emozioni.
La particolarità di quest’isola consiste nel fatto di essere un punto di incontro delle culture africane, araba, indiana e europea (coloniale), che hanno dato vita a un affascinante miscuglio di tradizioni e costumi anche molto diversi tra loro ma capaci di convivere nel migliore dei modi. Ovviamente, rimarranno molto impresse a qualunque turista le bellezze naturali di questo arcipelago, ricco di foreste e di spiagge bianchissime e abbracciato dal blu dell’Oceano Indiano, con una magnifica barriera corallina che separa le acque profonde da quelle calme più basse. E poi le spezie, i colori e i profumi indimenticabili. In passato, questa era infatti l’isola delle spezie per eccellenza e un ottimo rifugio per i pirati; Zanzibar mantiene vivi ancora oggi il fascino e i profumi del suo passato. E quelli del presente: nessuno che c’è stato dimenticherà mai le degustazioni di frutta tropicale e i banchetti a base di aragoste, gamberi, calamari, polpi e pesce appena pescato.
La capitale, Stone Town (con i suoi dedali di stradine, il mercato super-colorato e profumato, gli splendidi palazzi bianchi con portoni di legno intarsiati con motivi indiani e arabi, il Palazzo del sultano e l’antico mercato degli schiavi) lascia chiunque a bocca aperta, non a caso è stata dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.
Ecco poi un breve elenco di alcune possibili escursioni “classiche”, da aggiungersi alla visita della capitale citata sopra:
* L’Atollo di Mnemba, un parco naturale protetto, dove si può fare snorkeling e ammirare coralli e pesci tropicali, tartarughe marine e delfini.
* L’isola di Kwale, famosa per un antichissimo baobab vecchio di 500 anni, oltre che per le spiagge e i fondali.
* Le piantagioni di spezie di Kidichi, non lontane da Stone Town. Interessante per chi vuole scoprire i segreti e gli usi di numerose spezie (cannella, zenzero, cardamomo, chiodi di garofano, noce moscata, vaniglia e pepe) e ammirare splendidi alberi da frutta tropicale.
* Prison Island, l’isola che prende il nome dal triste ricordo della presenza di una prigione di schiavi. Qui si può anche immergersi e fare snorkelling nelle acque cristalline.
* Kizimkazi, anche detta “la baia dei delfini”.
* La foresta di Jozani, dove si possono ammirare numerose specie di piante, la foresta di mangrovie, una comunità di granchi da una sola chela e le rarissime scimmie chiamate Red Colobus.
* Mkokotoni, piccolo villaggio tradizionale, famoso per il mercato del pesce e i numerosi ristorantini a basso costo.
Penso che, dopo quanto vi ho raccontato, stiate già pensando a che cosa mettere in valigia…
ottobre 4th, 2011 at 8:10 am
[...] Myrtaceae originaria delle Molucche e delle Filippine e coltivata in vari paesi tropicali, tra cui Zanzibar, Indonesia, Madagascar, India e Sri Lanka. I chiodi sono le gemme fiorali, raccolte ancora verdi e [...]