Consigli per chi si trasferisce in Toscana

Di , scritto il 26 Gennaio 2017

Siete in procinto di trasferirvi in Toscana per lavoro oppure per godervi la meritata pensione? Beh, diciamo che poteva andarvi peggio, essendo questa regione una delle più pittoresche e vivibili del Paese. Ma forse qualche dritta su aspetti molto pratici della vita non guasta.

Quale città scegliere?
Ovviamente non sempre i desideri possono essere totalmente assecondati, sia per motivi logistici che economici. Tuttavia, a parte Firenze e i vari capoluoghi di provincia, secondo noi optare per un centro di media grandezza ubicato a metà strada tra due città più importanti permette di godere di ogni aspetto della vita: tranquillità e relax per la relativa vicinanza della natura, ma anche possibilità di visitare spesso siti artistici, assistere a eventi culturali, godere di divertimenti e frequentare locali quando si sente la mancanza della movida cittadina. Ad esempio, a quasi metà strada tra Pisa e Prato si trovano località interessanti e vivibili come Montecatini Terme, Altopascio, Empoli o Capannori. Ma sono soltanto quattro tra mille esempi che potremmo fare.

Come spostarsi?
Vorremmo poter dire che treni e trasporti pubblici nella regione sarebbero sufficienti a garantire ogni tipo di spostamento, sia per lavoro che per diporto, ma purtroppo non è sempre così. La soluzione migliore e più vantaggiosa per chi sbarca a Firenze o dintorni è quella di cercare tra le numerose offerte disponibili di auto usate Toscana quella più adatta ai suoi bisogni. Noi consigliamo caldamente di valutare le offerte di Hertz Rent2Buy che, oltre alle garanzie canoniche (prezzo tutto incluso con passaggio di proprietà, tagliando e garanzia ufficiali della casa madre, eventuale cambio pneumatici ecc.) offre anche ben tre giorni di prova gratuita. Assolutamente ideale per conoscere meglio anche la propria zona e magari cercare casa in libertà.

Che cosa mangiare?
Una alla volta, dovete provare tutte le straordinarie delizie della cucina toscana: solitamente si tratta di piatti piuttosto semplici (perché legati a un passato di relativa povertà) e genuini – perché spesso prodotti in loco con la passione e la cura tramandate da millenni. L’elenco sarebbe infinito, ma noi cominceremmo con una bistecca fiorentina, i crostini ai fegatini, uno straordinario salume come la finocchiona e poi dei primi come l’acquacotta, la ribollita a base di cavolo nero, la panzanella, la pappa al pomodoro, i pici all’anatra, le pappardelle con sugo di cinghiale o di lepre o ai funghi. Tutto ovviamente annaffiato tra un bicchiere di ottimo Chianti o, forse ancora meglio, dal celeberrimo Brunello di Montalcino.


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