
Quando il capitano inglese Arthur Phillip approdò a Botany Bay, in Australia, rimase decisamente deluso. Era il gennaio 1788. Inviò così il suo equipaggio un po’ più a Nord, a cercare un approdo migliore. I suoi uomini trovarono così Port Jackson, che sir Phillip definì il porto più bello del mondo. Nacque l’attuale Sydney.
Il primo carico che toccò terra era speciale: una stiva piena di criminali comuni che avrebbero inaugurato la nuova colonia penale britannica: l’Australia.
Bastarono pochi anni e da colonia penale Sydney si trasformò in uno degli scali commerciali più importanti lungo le rotte del Pacifico. In poco più di 200 anni, Sydney ha vissuto una crescita costante dal punto di vista economico e demografico, grazie proprio alla sua posizione strategica. Ancora oggi, questa città è tra le più affascinanti e ricche del mondo.
Luminosa e vitale, Sydney offre bellezze naturali incomparabili, come la baia e le moltissime spiagge della costa, ma anche centri commerciali, teatri, spettacoli culturali, uno zoo molto famoso e uno splendido giardino botanico. E poi ci sono i luoghi simbolo: uno di questi è l’Opera House, l’edificio più celebre che domina la baia nei pressi del porto. Inaugurato nel 1973, da sempre si discute su cosa l’architetto danese che l’ha progettato, Jorn Utzon, abbia voluto rappresentare con quelle strane cupole: Conchiglie? Vele gonfiate dal vento? Onde che si frangono? Nuvole? Il dubbio non è mai stato chiarito e così la fantasia dei turisti può sbizzarrirsi. Appena a ridosso del porto c’è la zona più ricca di fascino, storia e vitalità di Sydney: the Rocks. È qui che fu stabilito il primo insediamento britannico, il 27 gennaio 1788 ed è qui, in ogni via, in ogni edificio, che si può rivivere la storia della città. Il nome the Rocks deriva dalla conformazione tipica della zona, una collina con estese formazioni calcaree.
Considerata la culla dell’Australia moderna, molti degli edifici si trovano ancora in condizioni quasi originali – dalla Cadmans Cottage, la più antica villetta del borgo, al Campbells Storehouse e all’Argyle Center. Le vie del borgo, spesso strette e con un fondo di acciottolato, rievocano il fascino di un tempo. I Rocks sono stati per oltre due secoli il primo punto di passaggio per tutti, il biglietto da visita della città per commercianti, viaggiatori e, naturalmente, delinquenti.
Negli oltre 300 pub della zona si sono scritte pagine di storia. Questi locali sono stati testimoni di leggende di fantasmi, crimini efferati, lotte sociali. Per questo un tour dei pub storici dei Rocks è un ottimo modo per capire com’era Sydney ai suoi albori. Si può scoprire quali erano i cocktail più in voga nell’Ottocento e, naturalmente, immergersi nella realtà di allora. Per la verità questa zona un tempo faceva soprattutto paura, dato che il quartiere pullulava di gente poco raccomandabile, dedita a truffare chiunque capitasse sottomano, soprattutto gli sprovveduti appena sbarcati dalle navi.
D’altronde la storia dell’Australia è stata scritta soprattutto dai carcerati che fin dalla fine del diciottesimo secolo furono trasferiti qui.
La loro vicenda è ben descritta in “Convicts: Life at the Barracks”, l’esibizione permanente all’Hyde Park Barracks Museum, nel cuore di Sydney.
Nel 1817, quando la popolazione carceraria in Australia era ormai consistente, fu costruita questa caserma di detenuti, oggi eretta a simbolo di speranze e timori, sogni e incubi, piaceri e dolori dei Padri fondatori dell’Australia.
Nella caserma-museo, tra il 1819 e il 1848, passarono quindicimila carcerati e la loro vita rivive oggi negli oggetti che ci hanno lasciato, nei loro diari, nelle loro testimonianze.
La Caserma non era una prigione, bensì una sorta di dormitorio. Non c’erano sbarre alle finestre: di giorno i carcerati uscivano per andare a lavorare, di sera tornavano per dormire. La domenica avevano addirittura il giorno libero. Ma la vita era comunque durissima: i prigionieri dormivano su amache tutti ammassati, uomini e bambini insieme. Spesso il più debole era vittima del più forte. E il senso di libertà era inesistente.
Fin dal 1904, tre anni dopo la nascita dello Stato, si fecero progetti per la demolizione della Caserma di Hyde Park, vista come un simbolo della vergogna britannica e dell’imbarazzo australiano. Fortunatamente le proposte non passarono e l’Hyde Park Barracks è diventato un museo, un luogo della memoria.